Ecco la seconda puntata...spero che vi piaccia!!

Robert se ne sta in cucina, intorno a lui regnava il caos, ma a lui non importava. A lui sembrava di avere attorno il vuoto.
La voce di Miriam che entra urlando amore lo scuote.
- Che ci fai qui?
Aveva un tono gelido e distaccato che poteva apparire scortese. Miriam ormai era abituata a tutto ciò ma ogni volta rimaneva come scioccata per qualche secondo. Come si "riprendeva" cercava di essere il più calma e affettuosa possibile cercando di non far trapelare la sua angoscia per non metterlo sotto pressione.
- Niente. Mi andava di vederti.
- Tutto qui?
- Si.
- Bè eccomi.
- Come stai?
- Bene.
Quel bene significava che la situazione era rimasta stabile. Quindi niente emozioni.
- Senti.. mi hanno telefonato da Parigi.. mi vogliono lì al più presto. Io gli ho detto che ti dovevo aspettare, ma se continuo a tirare la corda prima o poi si spezzerà.
- Allora che aspetti? Vai.
- Come? Io ti amo tanto e senza di te non vado da nessuna parte!! Se tu non vieni a Parigi io non ci vado!!!
- Ma scusa non l'hai ancora capito? Io non ti posso amare. Se ti seguissi ti renderei semplicemente infelice. Hanno tutti ragione quando dicono che standoti accanto ti illudo e basta.
- Tu non li devi ascoltare!! Io soffrirei di più a stare senza di te! Segui il tuo cuore!
- Quale cuore? Quell'organo mi tiene in vita. Punto. Lo dovrei ascoltare?
- Scusa.
- Di cosa? Non mi hai offeso o ferito. Come avresti potuto?
- Senti pensa a Parigi. Vado ciao.
Miriam si stava accostando per baciarlo ma lui di scostò. La ragazza uscì piangendo. Sconsolata.
Non voleva abbandonare il suo Amore, ma non voleva nemmeno rinunciare al suo più grande sogno.
Robert continuava a cucinare impassibile, come se quella conversazione non fosse mai avvenuta.
Viktoria dopo pochi minuti entrò in cucina.

- Viktoria! Ciao... hai fame?
- Ciao...sì, in effetti ho fame..
- Robert in quattro e quattr'otto versò da mangiare in una ciotola e estrasse il suo inseparabile cucchiaio dal taschino e lo porge a Viktoria.
A Viktoria appariva che Robert fosse diverso...come se stesse provando qualcosa.
- Come stai?
- Bene. O meglio sono stabile, nel mio cuore c'è il vuoto. Tutti mi chiedono come sto.. la risposta è sempre quella... a Gregor ho spiegato come mi sento ha detto che era una metafora efficace..
Prima era giorno...è arrivato il crepuscolo e d'improvviso il buio..
- Già...piuttosto efficace e convincente...
- Prima almeno mi ricordavo come erano le emozioni adesso no..
- Sta tranquillo...come è tornata la memoria torneranno anche le emozioni..ma non ti devi arrendere e cerca di non farti mettere sotto pressione da nessuno, comunque è bello vederti ai fornelli.
- Si ma sai in certi momenti sento uno strano calore al cuore..

- In quali momenti?? Mi fai preoccupare così!!
- Niente lascia stare non è niente..
- Se lo dici tu...senti ho un appuntamento con tuo cugino, devo andare.
- Ok ciao.
Viktoria era preoccupata anche se stava con Simon amava ancora un po’ Robert.
Robert pensava a quei momenti in cui sentiva quel calore al cuore...

non era un problema di salute...forse era una sensazione o addirittura un'emozione. Solo quando stava con Viktoria

si sentiva trattato normalmente, non si sentiva messo sotto pressione come quando stava con Miriam.
Era troppo presto per comprendere.

un bacioO°
